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Studio Legale Associato
Avv.ti Pasquale e Gerardo Consiglio

avvocato

Diritto   in   pillole 

C O N T R A T T O    DI    M E D I A Z I O N E 


Il rapporto giuridico di mediazione che nel nostro ordinamento è un contratto atipico, intercorre tra contraenti che devono stipulare un negozio giuridico, ad esempio una compravendita immobiliare, ed un terzo esterno il quale rimarrà estraneo alla stipula contrattuale. 

Quando la mediazione favorisce la conclusione del contratto entrambi i contraenti sono obbligati alla provvigione nei confronti del mediatore, secondo una percentuale sul prezzo della vendita che è in relazione agli usi locali, contenuta tra l'uno e il due per cento, salvo diversi accordi tra le parti. 

E’ escluso che incomba sul mediatore l’obbligo di svolgere speciali indagini tecnico-giuridico sulla sussistenza di vincoli ipotecari ed altri gravami sulla  proprietà, e ciò in difetto di espresso incarico in tal senso. 

E' ritenuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza che in caso di intermediazione immobiliare, l’obbligo di accertare nei registri della Conservatoria Immobiliare che il bene oggetto di trattativa sia libero da ipoteche non possa considerarsi compreso nella prestazione professionale del mediatore. 


SULL'ORDINE DI DEMOLIZIONE IN MATERIA PENALE DELL'OPERA EDILIZIA ABUSIVA 

Quando si riceve un decreto penale di condanna, limitato ai reati contravvenzionali, al condannato è irrogata una pena non detentiva ovvero l’ammenda pecuniaria. 

In taluni casi, la condanna può contenere anche un ordine, come ad esempio nelle contravvenzioni edilizie, con il quale al responsabile del reato edilizio s’ingiunge anche la demolizione dell’opera abusiva. 

In tal caso fermo il pagamento dell’ammenda, si potrà, comunque, conseguire la sospensione oppure la revoca dell’ordine di demoilizione dal Giudice Penale, in funzione di Giudice dell’Esecuzione della pena, e ciò quando, nei casi previsti dalla legge e generalmente per piccoli abusi edilizi, si sia conseguita la sanatoria amministrativa da parte dell’Ufficio Tecnico del Comune.



P A S S O       C A R R A B I L E 

La sosta innanzi ai passi carrabili è vietata anche agli stessi proprietari dei box che abbiano conseguito la relativa autorizzazione. Lo stabilisce l’art. 158 – comma 2- lett.a del codice della strada; dispone l’articolo: “ La sosta di un veicolo è inoltre vietata: a) allo sbocco dei passi carrabili".

Ciò comporta che il proprietario del box, il quale creda di avere diritto alla sosta innanzi al box, in quanto proprietario dello stesso e titolare della relativa autorizzazione, è in errore, e rischia la contravvenzione come chiunque altro automobilista che posteggi innanzi ad un passo carrabile.

Se si ragiona da persone comuni la norma in questione può sembrare assurda, in quanto ognuno di noi intuitivamente pensa che il divieto di sosta valga soltanto per gli altri, mentre non debba valere nei confronti proprio di chi abbia conseguito dal Comune l’autorizzazione di passo carrabile. 

In effetti, però, il divieto in questione è spiegato e si giustifica con il differente concetto giuridico di “demanialità” delle strade pubbliche, ovvero della proprietà e titolarità all’uso spettante alla collettività, e cioè allo Stato, che rende inammissibile qualsiasi privilegio nella sosta ai privati anche se titolari dell’autorizzazione di passo carrabile.

In tal senso Cass. Civ. sez. I° 05/09/1996 n. 8082 che stabilisce che il divieto di sosta davanti al passo carrabile è operante anche nei confronti dei titolari delle relative licenza.

( pagina aggiornata il 24/08/2017 )


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