logo

Studio Legale Associato
Avv.ti Pasquale e Gerardo Consiglio

avvocato


manuali diritto


Qualche anno fa mi sono occupato di un paio di cause per evasione contributiva, all’epoca i giudici nell’applicare la norma penale che sanzionava tale comportamento oscillavano tra pronunce di condanna e di non punibilità perché si considerava tale offesa quale condotta di particolare tenuità, comportamento introdotto nell’ordinamento penale con l’art.133 bis del codice penale. 

Questo articolo di fatto ampliava il potere del giudice di irrogare la pena secondo un principio di discrezionalità, come previsto dall’art. 132 dello stesso codice, discrezione che è regolata da criteri normativi molto rigidi, introducendo la variabile dell’offesa di particolare tenuità. 

Così in molti tribunali italiani si valutava l’entità dell’evasione contributiva, secondo livelli che variavano da poche centinaia di euro fino ad importi più elevati, secondo una scala di valori contenuta tra € 1.000,00 ed € 5.000,00, e si pronunciavano sentenze di non punibilità del reato.

Poi è intervenuto il legislatore il quale ha fissato la soglia dell’evasione contributiva che nel 2015 è stata innalzata da € 50.000,00 fino ad € 150.000,00; così i tribunali italiani hanno potuto pronunciare sentenze di assoluzione per intervenuta depenalizzazione. 

Il reato di evasione contributiva giusto fino al 2009, prima della entrata in scena della crisi economica internazionale si era trasformato in un reato particolarmente “odioso”, per l’insieme delle difficoltà in cui gettava l’imprenditore, il quale in difficoltà nella gestione dell’attività imprenditoriale era comunque obbligato a versare i contributi ai dipendenti, anche senza avere i mezzi economici per provvedere. 

Lo scorso luglio, la Cassazione con la sentenza n.34362 ha sancito il principio che sono da revocarsi tutti i decreti penali di condanna per evasione contributiva, statuendo l’abolizione parziale del reato commesso in epoca antecedente che aveva ad oggetto somme pari o inferiore al detto importo di € 150.000,00.  

( Fonte Banca dati Lex 24 - Il Quotidiano del diritto) 

Aggiornato il 26/09/17


Share by: